Ayatollah Medhi Rouhani e Claus Nobel

Intervenuti al programma di  Shri Mataji Nirmala Devi

Royal Albert Hall – Giovedì 03 Luglio 1997

Ayatollah Medhi Rouhani 

Se prendiamo in considerazione le più antiche tracce lasciate dall’homo sapiens, notiamo come l’uomo sia sempre stato consapevole dell’esistenza di un Essere Supremo, Signore di tutte le cose e di tutte le creature viventi.Utilizzando ogni mezzo possibile, gli esseri umani di ogni Era hanno sempre cercato di manifestare sentimenti di profondo rispetto e venerazione verso Dio, compiendo tutto quello che è dovuto nei confronti del Creatore. Questo è il morivo per cui l’Islam ha sempre sottolineato la possibilità di una comunicazione diretta con Dio.
Perfino coloro che hanno ceduto all’idolatria, non hanno mai negato l’esistenza di Dio, sostituendolo semplicemente con idoli ed immagini. E succede ancora oggi. La domanda è: come possiamo riconoscere un vero profeta? E qual è la sua missione?
La missione dei profeti è di rivelare la volontà di Dio, cioè di fornire una spiegazione logica e tangibile della religione al momento in cui è sperimentata nella vita di tutti i giorni.
Un monoteismo genuino – credere in un Essere Supremo – significa (o implica) la salda unità fra uomo e Dio nell’intero creato. Il monoteismo dimostra l’inutilità degli idoli e delle immagini che si frappongono fra l’uomo e Dio. La missione dei profeti è dunque quella di guidare gli esseri umani verso la  strada giusta; utilizzando, a tale scopo, due sentieri paralleli e complementari:
1.  La via dell’apprendimento, basata sulla teologia e sulla filosofia;
2.  La via della Conoscenza dei Sé, ovvero della Realizzazione del Sé.
Ecco perché troviamo nel nostro Libro Sacro, il Corano, sia discorsi didascalici e didattici, sia versi che alludono alla ‘via interiore’, alla conoscenza profonda di se stessi. II mezzo più concreto per mettere in pratica questo messaggio ci è offerto in questa epoca da Shri Mataji Nirmala Devi.
Se me lo consentite, citerò i versi del profeta Maometto per sostenere questa Verità. Egli ci ammonisce: “Dio è più vicino all’uomo delle sue stesse vene.” E ancora: “Con la conoscenza dello Spirito, l’uomo comincerà a conoscere se stesso, fino a raggiungere la conoscenza di Dio. Attraverso la purificazione del suo essere interiore, l’uomo diventa conscio di essere lo Spirito.”
L’esperienza della Realizzazione del Sé raggiunta senza sforzo rivelataci da Shri Mataji Nirmala Devi, e Sahaja Yoga (la tecnica che lei ci ha insegnato e che della realizzazione è lo strumento pratico) sono ambedue in perfetta armonia con gli insegnamenti dell’Islam.
Ed è la rivelazione di Shri Mataji che mi ha spinto a rivolgervi questa sera queste poche parole, che vorrei terminare facendo un riferimento alla condizione femminile nei paesi islamici oggi. Come sapete, nella tradizione islamica la posizione della donna in qualità di madre è esaltata.
Il Profeta Maometto è arrivato a dire: “Abbiamo sperimentato il Paradiso ai piedi di nostra madre.”
L’Islam riconosce alle proprie mogli non solo il diritto completo di scegliere il marito, ma le rende loro omaggio con le famose parole del Profeta: “Il migliore fra noi è colui che si comporta meglio verso sua moglie.” E ancora: “Le donne ci sono state mandate da Dio e gli uomini sono responsabili per la loro sicurezza.Le donne hanno quindi le stesse responsabilità degli uomini ed uguali diritti legali e civili. Sfortunatamente vediamo oggi come la grande visione del Corano non sia capita, né rispettata, nei vari paesi musulmani.
Lei, Shri Mataji, in virtù del Suo coraggio, della Sua sincerità, della Sua purezza, in virtù dei Suoi viaggi che compie instancabile attraverso i cinque continenti, è oggi giustamente considerata il Messaggero della Pace nel Mondo. La Sua vita esemplare La rende il simbolo perfetto e il modello per le donne musulmane. Possa la loro richiesta di Giustizia, il loro desiderio di gioire di una vita spirituale autentica in piena dignità, la loro ricerca trovare un’eco nell’approccio spirituale al vero Islam. Questo renderà possibile fermare tutti i generi di ingiustizia che ancora vengono commessi contro le donne in nome della religione.
È con questa visione e con lo scopo di difendere i diritti femminili nei paesi musulmani di tutto il mondo, in particolare Afganistan, Iran e Turchia, che ho rivolto queste brevi parole a Lei, Shri Mataji, ed a tutte le persone riunite qui stasera.

 Medhi Rouhani

 (Medhi Rouhani è un. ayatollah, uno delle massime autorità della religione islamica. Contrario al fondamentalismo arabo-musulmano, risiede da anni in esilio a Parigi.)

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Claus Nobel

 

 

Royal Albert Hall, Giovedì 03 Luglio 1997

 

 

 

 La vita è veramente piena di sorprese. Dopo tutto ci stiamo incontrando qui, inspirati dal messaggio e dall’opera della Santa Madre Shri Mataji Nirmala Devi che, pur assente fisicamente, è certamente presente spiritualmente. Non è nemmeno presente l’Ayatollah Rohani, di cui abbiamo appena ascoltato una lettera meravigliosa in cui loda l’opera e la missione della Santa Madre, sottolineando anche l’importanza del ruolo delle donne nel mondo, e francamente, soltanto trentasei ore fa non sapevo neanch’io che mi sarei trovato qui, alla Royal Albert Hall, a rivolgermi a questo pubblico. Detto ciò, vorrei dirvi che ho una visione, la visione di un mondo migliore, più sicuro, più equilibrato di quello in cui attualmente viviamo. È un mondo in cui gli esseri umani vivono in armonia e in pace con se stessi e con la natura. Queste parole possono apparire altisonanti. È se non altro una visione ambiziosa, e troverà mai un modo di tradurla in realtà?

Si, voglio condividerla con voi e definire il senso dell’incontro di questa stasera con solo dieci brevi parole, che indichino come poter realizzare questa globale trasformazione del mondo. Esse sono: “..idee giuste, parole giuste, azioni giuste, subito, proprio qui. La parola chiave è ovviamente “giusto”. Il mondo è in lotta per ciò che è giusto. Quello che è giusto per te, potrebbe essere sbagliato per me e viceversa. È relativo. Occorre dunque un punto di riferimento per poter distinguere il giusto dall’errato, il vero dal falso. Stasera Shri Mataji ci mostrerà cosa è giusto. Stasera Shri Mataji ci darà il potere di diventare maestri del nostro proprio destino. E da stasera saremo guidati dall’esperienza della Realizzazione del Sé verso la luce del vero e conosceremo tutti la verità assoluta e la pace assoluta.

Cento anni fa, Alfred Nobel istituiva il suo premio Nobel per la pace. Premio che onora gli alti meriti. Abbiamo premi per la chimica, fisica, medicina, letteratura e perla pace. Fra tutti ritengo che quello per la pace sia il più nobile. Vorrei anche aggiungere che, cento anni fa, a Parigi, Alfred Nobel diede ascolto a una donna, ‘Berta’ sua segretaria, Fu lei a suggerirgli di usare le sue grandi ricchezze per migliorare il mondo. Stasera noi ascolteremo un’altra donna, ascolteremo il messaggio di Shri Mataji. Mi sento ora particolarmente inspirato da mio zio e da Shri Mataji.

Alfred Nobel parlava molto di pace, temeva infatti che la sua invenzione, la dinamite, che doveva servire per la terra, porti e gallerie, e non venisse utilizzata per la guerra. Oggi negli arsenali militari essa è come un piccolo petardo, ma allora era il materiale più distruttivo. Alfred Nobel concepiva fondamentalmente la pace come assenza di guerra, ma vi assicuro, che la pace è molto di più che assenza di guerra. Mi sembra che la pace si manifesti in quattro aree specifiche. La prima è la pace che un essere umano consegue con se stesso. Come trattiamo la nostra mente, le nostre emozioni, i nostri sentimenti, il nostro corpo? Siamo schiavi di qualche maestro o siamo il nostro proprio maestro?

Fino a che non si ottiene la pace interiore non è impossibile creare la pace nel mondo.

E il modo più sicuro per creare la pace nel mondo è quello di creare dei movimenti di massa che includano tutte le religioni e filosofie, tutte le imprese, siano esse politiche o scientifiche. E sarà questo l’argomento di stasera.

Realizzazione del Sé. Cosa significa Realizzazione del Sé? Significa che dobbiamo realizzare qualcosa, ma cos’è questo Sè? Signore e Signori, il Sé in noi è il potere divino, cosmico, presente in ciascun individuo, ma allo stato dormiente nella maggior parte di noi. I maestri spirituali dell’antichità lo conoscevano e ne parlarono, ma il segreto dei segreti è rimasto deliberatamente nascosto, fino a che Shri Mataji, con grande coraggio e saggezza, non ha deciso di venire sulla terra, in questo momento critico della storia, per dividere con noi la Sua conoscenza e la Sua saggezza che è Sahaja Yoga, che è l’immediata Realizzazione del Sé, che è la Kundalini, la manifestazione dei principio dormiente, presente in tutti noi, ed ancora per far sì che la Kundalini si alzi e si realizzi, quanto è scritto nella Bibbia: “Siete stati creati a mia immagine”.

Questa è la prima categoria, la prima sfera della pace, quella che abbiamo dentro di noi. La seconda è la pace che stabiliamo con gli altri, in famiglia, nella nostra comunità, nel nostro Paese, la pace che manteniamo con gli altri gruppi etnici e con le altre religioni, quella pace che ci fa realmente diventare ascoltatori attivi, poiché solo in qualità di ascoltatori attivi potremo essere capaci di metterci nei panni degli altri. Soltanto dopo aver assunto il loro punto di vista potremo comprendere ciò che cercano di esprimere. Parliamo sempre, parliamo, parliamo, mia moglie, che non è qui questa sera, dice: “Claus, parli troppo, non ascolti…”. Ho cominciato a mettere in pratica quello che lei definisce ‘ascolto attivo’.

La terza sfera di pace è quella da cui sono stato originariamente attratto. Dopo tutto sono un europeo, un uomo d’affari svedese: perché dunque mi sono spinto a parlare il linguaggio della spiritualità e chiedermi: “É qui la speranza del futuro?” Mi trovo qui perchè nutro un profondo rispetto per la Natura. Il dr. Albert Schwitzer, insignito con il Nobel per la pace, dopo aver tanto lavorato nel cercare di trovare una frase che potesse esprimere tutte le sue conoscenze, con tutta la sua filosofia ne coniò una: “Rispetto per la vita”. La Natura nella sua variegata manifestazione non è altro che un insieme di esempi di vita. E vorrei dirvi, cari ricercatori della verità, che noi nella nostra ignoranza, nella nostra avidità, nella nostra brama di potere siamo in procinto di distruggere la sola cosa che rende unico questo pianeta: la vita sulla terra. (applausi) E peraltro, non conosciamo nessun altro pianeta nell’universo che ospita questo miracolo. La terra è come un gioiello blu sospeso nello spazio, ed esiste una sola terra e questa terra è fragile; dobbiamo dunque prendercene cura e rispettarla.

La terra è chiamata anche Natura. Non possiamo infrangere le sue leggi, dobbiamo vivere in accordo con esse, se le trasgrediamo, Madre Terra ci spezzerà. E noi siamo la sola specie, non sappiamo quante specie esistono, cinque, dieci, quindici milioni, ma sappiamo che attualmente stiamo portando all’estinzione ben duecentocinquanta specie al giorno!!! È come se stessimo deliberatamente tirando via un filo dopo l’altro dal tessuto della vita. Madre Natura non ci lascerà continuare senza correggerci, proprio come si deve fare con bambini disubbidienti. La quarta sfera di pace è quella che dovremmo stabilire con Dio. Tutte le religioni o gruppi che in nome di Dio levano armi per distruggere i loro nemici non si attengono alle leggi di Dio. Il mondo non dovrebbe conoscere la violenza (applausi). E nemmeno la guerra.

Chiamo queste quattro sfere di pace: “ETICA della TERRA”. Stasera ascolteremo meglio dalle parole della Santa Madre come creare un punto di riferimento, come discriminare se ci troviamo di fronte a un ciarlatano o truffatore o invece ad una persona onesta e genuina. Siete giunti qui stasera, da diverse esperienze di vita, come voi sono stato anch’io un ricercatore della verità.

 Claus Nobel